L’obiettivo numero 7 dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite dice: “Assicurare a tutti l’accesso a sistemi di energia economici, affidabili, sostenibili e moderni”. L’energia è un elemento centrale per quasi tutte le sfide che il Pianeta si trova ad affrontare. L’accesso a un’energia sostenibile è in grado di trasformare la vita e le attività quotidiane di comunità locali e interi continenti.
Ma oggi tale accesso non è garantito, almeno non ovunque. Esiste una condizione di incapacità di fruire di beni e servizi energetici essenziali: la cosiddetta “povertà energetica”. Una fattispecie causata da fattori e con caratteristiche differenti a seconda della popolazione o del territorio di riferimento. Quella più comune è legata all’inaccessibilità a infrastrutture energetiche adeguate e alla indisponibilità di tecnologie o dispositivi. E poi c’è quella legata ai costi troppo alti dell’energia per l’elettricità e per cucinare.
In questa condizione critica, al di sotto della soglia di “povertà energetica”, si trovano oltre due miliardi di persone nel mondo. Per la precisione 2,3 miliardi secondo l’Energy Progress Report 2023. Nel continente africano, su una popolazione di 1,4 miliardi di persone, oltre 600 milioni vivono senza accesso all’elettricità, soprattutto nella regione subsahariana. E 970 milioni non hanno la possibilità di utilizzare fonti energetiche pulite, sicure e salutari per la vita domestica quotidiana e per l’ambiente delle loro comunità (fonte: Africa Energy Outlook 2022). Il tema della “cucina pulita” (il “clean cooking”) entra in gioco in questo contesto: le comunità dei Paesi in via di sviluppo sono costrette a ricorrere alla “cucina sporca” (il “dirty cooking”), cioè a fonti energetiche altamente inquinanti come il carbone, il legno, il cherosene per bollire l’acqua e cucinare i cibi. Tutti i giorni, più volte al giorno. Con conseguenze sull’ambiente e sulla salute: si stima che i fumi derivanti dalla “cucina sporca” siano responsabili, in media, della morte di 4 milioni di persone all’anno nel mondo (fonte: Clean Cooking Alliance).
“Clean cooking” in Costa d’Avorio
Il passaggio a sistemi di cottura più efficienti e puliti è un’arma contro la povertà energetica ed è un volano per lo sviluppo economico e sociale dei conglomerati urbani e rurali nei Paesi in via di sviluppo. Cambiare paradigma per quanto riguarda la gestione quotidiana della cottura dei cibi ha un impatto sul singolo, la sua famiglia, la sua comunità. E anche sul Pianeta. Attraverso progetti di sviluppo locale Eni promuove l’accesso a moderne soluzioni di cottura per le famiglie vulnerabili attraverso la sostituzione dei metodi tradizionali altamente inefficienti (focolare a tre pietre alimentato a legna o a carbone) con modelli migliorati che contribuiscono a diminuire l’inquinamento domestico, limitando i problemi di salute delle persone e riducendo le emissioni di CO2.
Parliamo di “clean cooking” e del progetto dei fornelli migliorati con Ignazio Bellini, Responsabile Sviluppo Sostenibile di Eni in Costa d’Avorio, che è ospite in questa puntata dei podcast di Agi in collaborazione con Eni.
In Costa d’Avorio il 60% della popolazione utilizza ancora metodi tradizionali per cuocere i cibi, necessitando di grandi quantità di biomassa legnosa e con le gravi conseguenze elencate in precedenza. Nel 2022 sono stati distribuiti oltre 20.000 fornelli in soli 6 mesi raggiungendo più di 100.000 persone nella regione di Gbêkê. Quest’anno ne verranno distribuiti altri 40.000. Inoltre, grazie al progetto, il produttore locale ha incrementato del 150% la propria capacità produttiva acquistando nuovi macchinari e assumendo nuovi lavoratori. Perché l’impegno non si ferma solo alle famiglie, ma supporta e favorisce anche l’imprenditoria locale che produce i modelli di fornelli migliorati contribuendo all’avvio di imprese e creando nuovi posti di lavoro.
Complessivamente nel 2022, è stata realizzata la produzione e distribuzione di oltre 25.600 fornelli migliorati tra Costa d’Avorio, Ghana e Mozambico, a beneficio di circa 130.000 persone.
Fornelli migliorati, un vantaggio per l’ambiente e per la salute: scopri il progetto di Eni in Costa d’Avorio.
I contenuti di questo articolo sono prodotti dallo sponsor in collaborazione con Agi